domenica 7 luglio 2013

# 7 della stanza vuota



secondo il rituale dovrei bruciare queste ali degradate
dalle incurie e dai pregiudizi e costruirmene di nuove
ma chissà se mi allontanerebbero troppo da questo silenzio che amo
perché pieno di sostanze che trattengono il franare di questa casa

persino la ciotola dei croccantini ha corde robuste
e basterebbero i vinili del signor Cohen per incollarmi alla poltrona
-ricordi, a occhi chiusi, come ci guardavamo, sicuri?-

c’era la somma dei meno sulla scrivania
ma non superavano un solo più di un giorno qualsiasi
e metterei sul fuoco la crostata se avessi ancora mani
per decidere che farmene di me

2 commenti:

Giuseppe Barreca ha detto...

Davvero complimenti, sia per il contenuto che per le parole scelte

Sebastiano A. Patanè Ferro ha detto...

Grazie Giuseppe, al più presto metterò in rete lìintera raccolta. Grazie.